Palinuro: mito, storia e vocazione turistica di questa perla nel Cilento
04/08/2011 | 18:11
Palinuro è un caratteristico borgo di pescatori che sorge ai piedi dell’omonimo Capo nella parte meridionale della costa del Cilento. Dall’alto di questo promontorio è possibile ammirare scorci paesaggistici davvero notevoli, in particolare le distese incantevoli di spiagge e tantissime piccole insenature, baie nascoste, e grotte marine. Oggi Palinuro è un centro turistico balneare di primissimo valore e offre tutti gli agi, le attrezzature e i servizi per rendere quanto più confortevole il soggiorno in questa amena località, che risponde tanto al desiderio di chi vuole rilassarsi in spiaggia e sia agli amanti della natura che vogliono scoprirne tutti i segreti e le meraviglie dandosi alle escursioni naturalistiche. Da un punto di vista naturalistico, infatti, Palinuro può considerarsi un punto d’osservazione privilegiata per lo studio della macchia mediteranea, con i suoi cespugli di mirto, ginestre ed erica. Non solo, ma Palinuro può vantare anche una sua pecularietà naturalistica: infatti sul costone del Capo Palinuro che si protende sul mare con la sua caratteristica forma a pentadattilo è possibile trovare la specie più importante della macchia mediterranea: ci riferiamo alla rara “Primula Palinuri” che si trova solo in questa zona. Ma anche da un punto di vista storico Palinuro presenta molti elementi interessanti. Infatti può vantare antichi insediamenti umani, le cui tombe sono databili intorno al VI sec. a.c. I reperti trovati indicano la presenza di una colonia greca. La storia della città di Palinuro è fortemente legata a quella della città di Molpa, di cui restano due ruderi: il castello e la chiesa parrocchiale di San Giuliano risalente intorno al 1100 d.c. La fondazione della città è di origine greca, infatti nel 5440 a.c. colonizzatori ionici provenienti da Focea, fondarono Elea (Velia) acquistando diritti sulla popolazione indigena degli enotri ed inoltre su capo Palinuro eressero un villaggio comprendente anche una necropoli. Il tutto è testimoniato dal ritrovamento di alcune monete che recano incise la scritta Pal-Mol che sta per Palinuro il promontorio e Molpa da Molpè lo stanziamento. L’insediamento di Pal Mol però nell’arco stretto di trent’anni misteriosamente si estinse e secondo la versione mitologica che ne dà Virgilio nell’Eneide, Palinuro, nocchiero di Enea, scampato da un naufragio, giunto a riva viene ucciso dagli indigeni.
Ma questo atto sacrilego di uccisione dell’ospite, la cui sacralità è ben nota e rispettata nel mondo antico, viene punito con una terribile pestilenza. In epoca medievale rimane traccia solo di Molpa, ma nel 547 Belisario, generale bizantino, distruggerà l’abitato edificato sulla collina. Nell’XII sec. invece i normanni in lotta contro i longobardi edificarono uma maestosa rocca sul colle, ma è l’11 giugno del 1464 che Molpa capitola definitivamente a causa di un’orda di saraceni. Il Capo Palinuro ritorna nelle cronache, quando il re di Napoli e di Sicilia Gioacchino Murat, considerando la sua posizione strategica, nel corso del decennio della Repubblica Partenopea 1806-1815 provvide a rinforzarla con una serie di fortini, che furono teatro di scontri tra francesi da una parte, borboni, inglesi e briganti dall’altra. Al principio del ventesimo secolo Palunuro è un villaggio di pescatori contornato dall’edificazione, grazie al beneplacito e all’opera di finanziamento di alcune famiglie discendenti da antico e nobile lignaggio, di importanti edifici come palazzo del Principe e palazzo Rinaldi. Nel 1936 vi è l’edificazione della stazione metereologica e sopratutto pian piano si afferma la vocazione turistica di Palinuro. Ma certamente chi visita Palinuro non può mancare di fare una sosta vicino le sue grotte. La Grotta azzurra è così chiamata per i giochi cromatici creati dalla luce grazie a un condotto a 20 metri di profondità. La Grotta d’argento deve il suo nome invece ai riflessi argentei provocati dal calcare depositato sul fondo, mentre la Grotta del sangue è così detta a causa di piccole alghe rosse. (Foto: blog.openlastminute.com)
Palinuro: mito, storia e vocazione turistica di questa perla nel Cilento, è stato scritto da MarcoTroisi (58 articoli su Turismo Italia Online) e pubblicato su Ambiente e Natura |
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