Policoro: punta di diamante del turismo sulla costa ionica
14/09/2011 | 12:21
Policoro, sorge a circa 50 chilometri a nord di Sibari. La costa ionica, da Metaponto a Nova Siri, ha caratteristiche opposte rispetto a quella tirrenica. Collocata in una posizione strategica, al centro del golfo di Taranto, in una fertile pianura attraversata da due fiumi anticamente navigabili, il Sinni e l’Agri, Policoro divenne uno snodo importante quale rotta commerciale per i traffici provenienti dall’Oriente, che collegavano i centri ionici prendendo la via dell’entroterra lucano e tirrenico. Policoro sorge vicino a due città fondate dai greci: Siris ed Heraclea. Soprattutto riguardo Heraclea, colonia della Magna Grecia dedicata ad Ercole, si trovano importanti reperti custoditi nel Museo Nazionale della Siritide. Le antiche origini della città sono infatti testimoniate dalle raccolte archeologiche. Heraclea conobbbe un periodo di grande splendore e di floridezza economica, traendo vantaggio dalla protezione di Taranto e diventando dopo Crotone, la sede della lega delle città italiote. Nel 280 A.C. si svolse proprio ad Heraclea, il primo grande scontro tra i romani e Pirro, re dell’Epiro. Proprio a questo periodo risalgono le tavole di Heraclea, che contengono importanti informazioni sull’ordinamento costituzionale e pubblico della città redatto in testi di lingua greca. Nel III sec. A.C. Heraclea diviene alleata di Roma, venendo a far parte della sua confederazione. Successivamente appartenne ai Gesuiti, fu feudo dei Beumont, dei Monfort e dei Benedettini di Cava. Gli scavi archeologici si sono concentrati nell’odierna altura del Castello Baronale, che corrisponde all’antica acropoli, e che ha portato alla luce non soltanto resti di muri e di abitazioni ma anche di numerosi oggetti mobili e ceramiche.
Per chi voglia ripercorrere le tracce gloriose di questa città, legate alla sua origine greca, non ha che da visitare il Museo nazionale della Siritide, inaugurato nel 1969, che presenta non solo testimonianze dell’età arcaica, ma anche delle teste e dei busti e di Demetra proveniente dal santuario del V sec. A.C. e caratteristici vasi a figure rosse di produzione locale.
Ma Policoro non è solo da ricordare per le vicende storiche legate al suo passato, infatti grazie al clima temperato si è reso possibile lo sviluppo di una fiorente agricoltura, tanto che la Pianura Metapontina oggi esprime il meglio dell’economia lucana. Il clima costantemente mite favorisce una maturazione anticipata dei frutti e degli ortaggi, tanto che le pregiatissime fragole dal caratteristico sapore zuccherino hanno reso famosa Policoro in tutto il mondo quale città delle fragole. Anche da un punto di vista paesaggistico Policoro si segnala per le ampie distese di sabbia, ed i fondali più profondi di quelli metapontini. Il mare è ancora così pulito e cristallino che in certe spiagge, quali quelle del Sinni vengono ad accoppiarsi alcuni esemplari di tartarughe marine: la rara Dermochelide e la Caretta. Chi ama il mare potrà cimentarsi nella pesca sportiva o nelle escursioni subacquee. A sud-ovest sopravvive ancora qualcosa del meraviglioso bosco Pantano di latifoglie, che prima della riforma agraria si estendeva pe 1600 ettari, oggi è ridotto a 500 ettari scarsi, perché per la maggior parte è stato disboscato per far posto ai terreni coltivabili. Grazie al clima la vegetazione è molto variegata e ospita una ricca fauna al suo interno che comprende i cinghiali, i caprioli, le martore e le lontre. (Foto: estercapoti.wordpress.com)
Policoro: punta di diamante del turismo sulla costa ionica, è stato scritto da MarcoTroisi (58 articoli su Turismo Italia Online) e pubblicato su Cultura e Storia |
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